Emilia Sensale

Emilia Sensale

Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricampo e dei lavori all'uncinetto.

URL del sito web: http://www.facebook.com/EmiliaSensale89

The Blue Witness, la nuova opera dell’O-ring Art Studio all’Art Performing Festival

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Registra un grande successo la seconda edizione dell'Art Performing Festival a Napoli, un vero e proprio festival con un ricco calendario di performance artistiche, mostre e altre iniziative. Tra gli appuntamenti c'è anche la possibilità di ammirare fino al 7 agosto l'opera fotografica 'The Blue Witness', realizzata dal collettivo O-ring Art Studio di Mauro Caccavale e Michela Alfé, presso Castel dell'Ovo, al secondo piano delle Sale delle Esposizioni.

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La Notte della Taranta arriva a Capodrise

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Canti, balli e suoni in una gustosa cornice di prodotti tipici, tra tradizione e innovazione: potrebbe essere sintetizzata così ‘La Notte della Taranta’, festival di musica popolare in programma il prossimo 22 luglio 2017 a Capodrise, comune di poco più di novemilacinquecento abitanti della provincia di Caserta.

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Dal Salento a Caserta, a Capodrise per ballare la Taranta

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Pizzica, taranta e tarantelle: tre termini che si abbracciano, si mescolano vorticosamente, si fondono. Tre nomi che rievocano movimenti frenetici di corpi lucidi che si muovono nel cuore dell’estate, con un occhio al passato e le braccia che si allargano verso il futuro, dove nelle vene scorre convulsa una grande gioia di vivere e di scacciare via ogni brutto pensiero.

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Nasce ExtraMANN, card per visitare a prezzi ridotti nove siti di Napoli

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Valorizzare il patrimonio culturale della città partenopea, soprattutto di quei siti poco conosciuti e che invece meritano l’attenzione dei turisti e degli stessi cittadini napoletani: con questo obiettivo nasce ExtraMANN, progetto di collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la rete delle nuove realtà nate in questi anni proprio per promuovere le suddette ricchezze culturali presenti sul territorio urbano. Nello specifico, si tratta di un’offerta integrata ai visitatori del museo che grazie a una card potranno accedere a prezzo scontato a diversi siti aderenti all’iniziativa, molti dei quali presenti nel Centro Storico di Napoli. 

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Storia e ricetta della torta caprese

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È un dato di fatto poter affermare che alcune ricette di bontà tipiche partenopee, soprattutto dolci, sono frutto di errori, spesso di distrazioni che si sono rivelate idee vincenti. Molti prodotti che si riteneva potessero rivelarsi un totale fallimento hanno registrato un inaspettato successo, diventando col tempo un punto di riferimento nella tradizione gastronomica napoletana, e tra queste ricette c’è sicuramente quella della torta caprese. 

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SOS Partenope, 100 artisti per la traduzione del Dizionario Appassionato di Napoli di Schifano

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Sono numeri da capogiro quelli che caratterizzano il Maggio dei Monumenti 2017: secondo i dati, infatti, migliaia e migliaia di turisti passeggeranno per le strade partenopee, ammirando le bellezze della città e assaggiando le sue tipicità gastronomiche. E sono numeri importanti anche quelli dell’iniziativa ‘SOS Partenope’, con 100 artisti che si sono mobilitati proponendo le loro opere, che spaziano dalla pittura alla scultura passando per le installazioni e la fotografia, poi con ventidue giorni di esposizione in due location diverse e dal grande fascino. 

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Ricetta degli scialatielli con il fungo Virno, prelibatezza di Cerreto Sannita

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È sufficiente riflettere per qualche secondo sulle eccellenze di tutto il territorio campano per rendersi conto del loro grande numero. Quantità e qualità rappresentano un binomio decisamente squisito se si parla dei prodotti che la regione Campania offre da secoli e sono ancor di più le ricette che fanno parte delle tradizioni locali, provincia dopo provincia, nate per caso, per il genio e l’entusiasmo di chi era ai fornelli, per esaltare una determinata eccellenza da portare a tavola accompagnata da prodotti capaci di esaltarne il profumo e il sapore.

Tra le eccellenze della regione Campania, del territorio beneventano in particolare, c’è il fungo Virno. Conosciuto come prugnolo, è protagonista assieme agli asparagi di una sagra che si celebra a Cerreto Sannita proprio nel periodo di primavera, nelle vicinanze del 23 aprile e della ricorrenza di San Giorgio, alla quale il Virno si lega per tradizione e per l’abitudine di chiamarlo anche ‘fungo di San Giorgio’

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Ricetta della Zuppa di cozze napoletana

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È tradizione tipica napoletana portare a tavola nella serata del giovedì santo 'a zuppa 'e cozzeche, dove le cozze sono protagoniste indiscusse nel loro sughetto rosso e un po' piccante, oggi spesso accompagnate da pezzi di polpo.

Si narra che la zuppa di cozze nacque alla corte borbonica e la presenza dei maruzzielli nella versione che conosciamo oggi è legata alla volontà del popolo napoletano di proporre il piatto nel giovedì santo e i maruzzielli sostituivano spesso le cozze sulle tavole più povere.

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Struscio e zuppa di cozze, sacro e profano del giovedì santo napoletano

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Secondo la religione cristiana, il giovedì che precede la domenica di Pasqua si celebra la Messa che ricorda l’Ultima Cena consumata da Gesù con i suoi apostoli prima della sua Passione, con il rito della lavanda dei piedi. A Napoli per il giovedì santo sacro e profano si intrecciano e oltre alla celebrazione religiosa c’è in serata la zuppa di cozze sulle tavole partenopee. 

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Storia e ricetta del sartù di riso

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Pulcinella, la nota maschera napoletana, è spesso rappresentato mentre alza con la mano un goloso ciuffo di spaghetti per farli scivolare nella bocca aperta, nelle statuette dei negozi di souvenir poi si trova mentre regge un piatto con una gustosa pizza margherita ma non viene mai rappresentato intento a gustare il riso. Eppure, questo prodotto arrivò a Napoli dalle terre asiatiche, lì dove i Cinesi lo coltivavano a scopo alimentare già nel VI millennio a.C., ma col tempo non conquistò il popolo partenopeo che preferiva la pasta. Si inventarono numerose ricette legate al riso, ma a proporre la versione che davvero piacque al re durante il periodo borbonico e al popolo furono i Monzù, termine napoletano dal francese ‘Monsieur’ che indicava i cuochi professionisti, per lo più stranieri d’Oltralpe, i quali rappresentavano una cucina che era il punto di unione tra la cucina francese e quella partenopea. 

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