Il Convento di S. Francesco a Folloni (Av)

Percorso tra Storia & Cultura...

 

Amici #enogastronauti vi invitiamo a visitare il convento di San Francesco di Folloni che deve il suo nome al luogo dove si verifico il miracolo del Leccio. Si narra che il Santo mentre era di passaggio per Montella per raggiungere il Santuario di San Michele sul Gargano, chiese ospitalità al feudatario presso il castello di Montella. Qui il castellano, non essendo a conoscenza della fama del Frate, lo scaccio. San Francesco trovo riparo nel Bosco di Folloni, all'epoca infestato dai briganti, dove passo la notte sotto a un leccio con alcuni dei suoi confratelli.

La leggenda narra che quella notte nevicò abbondantemente senza tregua, ma tranne sull'albero dove si ripararono i frati. Il castellano insieme a tutta la popolazione accorsero la mattina dopo preoccupati per i frati e rimasero meraviggliati gridando cosi al miracolo e decisero di ergere in quel luogo una chiesa dedicata alla S.S. Annunziata. I resti del Leccio vennero conservati per molti anni sotto l'altare della chiesa.

Nel corso del tempo la chiesetta originaria ha avuto molteplici modifiche, si doveva trovare dove oggi ci sono le celle dei Frati. Nel XV secolo viene realizzata una seconda chiesa, che si trovava ove ora si trova il chiostro di accesso al convento, ad una nave con numerose cappelle laterali. Tra le due poi nel quattrocento venne realizzato il refettorio, attuale bibblioteca. Quello che oggi vi troverete davanti è il frutto di una completa ristrutturazione avvenuta nel settecento, con la costruzione di una chiesa stile barocco-rococò, ruotata di circa 90°rispetto alla precedente e realizzata più alta di 180cm. Allo stesso programma del settecento appartiene il chiostro, che ha preso il posto della antica chiesa del quattrocento. Nella chiesa settecentesca spiccano per importanza gli stucchi di Francesco Conforto e il pavimento maiolicato datato 1750. Nella sacrestia è possibile trovare il sarcofago di Diego I Cavanigli, conte di Montella, deceduto nel 1480 nella battaglia di Taranto, opera di Jacopo della Pila, mentre la consorte la trovate nel lato est del transetto, la contessa Margherita Orsini morta nel 1521. 

Convento San Francesco Folloni particolare interno

Un altro particolare legato alla leggenda di San francesco e dei sui miracoli è quello del sacco, che troverete nella Cappella del Crocifisso, dove sono conservati gli utlimi frammenti del sacco. Secondo la leggenda si narra che il santo fece apparire questo sacco pieno di pane fuori alla porta della chiese dei Frati bloccati dalla neve mentre lui invece si trovava fisicamente alla corte di Luigi VIII, in Francia. 

Nel 2004 grazie al Fra'Agnello Stoia, il guardiano del convento di allora, si viene a consocenza che nel 1980 durante i lavori di consolidamento dovuti al terremoto dell'Irpinia furono rinvenuti resti umani a cui fecero poi degli accertamenti per verificare se fossero i resti del conte di Montella, morto nella battaglia di Otranto contro i Turchi. Da qui il restauro perfetto dei suoi indumenti affidati alla Dott.ssa Lucia Portoghesi. Si tratta di una giornea e di un farsetto del XV secolo venendo cosi a costituire l'unico esempio in ottimo stato di questo indumento ancora esistente al mondo. Questo li trovate conservati all'interno del Museo D'Opera insieme algli arredi originali dell'appartamento di Umberto di Savoia, piú volte ospite presso il convento nel corso della seconda guerra mondiale. Il museo deve molto al Lavoro del Fra'Agnello che con il contributo della regione ha conservato in ottimo stato arredi e suppellettili lignei, ceramiche, argenti, stoffe, stampe, che vanno dal XV al XIX secolo nonchè numerose reliquie. In particolare, di grande valore storico e artistico i paramenti sacri in broccsto di seta del XVI secolo.

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Ultima modifica ilMartedì, 05 Gennaio 2016 14:05
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