Martedì, 19 Aprile 2016 22:19

Catacombe di San Gaudioso

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Catacombe di San Gaudioso Photo: Eduardo Ciarcia

Nel quartiere Stella del Rione Sanità nasce tra il IV Secolo e il V secolo d.c. un area cimiteriale da prima ipogei ellenistici e poi successivamente catacombe paleocristiane. Sono ben nove le catacombe e i complessi ipogei sotto il rione Sanità, ma non tutti riportati alla luce, i più noti sappiamo bene esse quelle le Catacombe di San Gennaro, Le catacombe di San Gaudioso, Le catacombe di San Severo e il Cimitero delle Fontanelle.

Situate sotto la Chiesa di Santa Maria della Sanità, o per quelli del posto la chiesa di San Vincenzo detto O’munacone - ma questa è un altra storia -nel Rione Sanità, zona chiamatà cosi perchè ritenuta una zona salubre e incontaminata anche grazie alle proprietà miracolose dei santi li sepolti. Da qui il nome di Catacomba di San Gaudioso.

Il personaggio: San Gaudioso di Napoli

Settimo Celio Gaudioso, detto e conosciuto come Gaudioso di Napoli o l’Africano, fu vescovo di Abelitine, in Tunisia. Esso arrivo a Napoli dopo che rifiutatosi di convertirsi all’arianesimo, l’allora Re dei Vandali “Re Genserico” lo imbarcò su una nave insieme ad altri ecclesiasti e al Vescovo Quodvultdeus, il vescovo di Cartagine, sepolto anche esso a Napoli, me nelle catacombe di San Gennaro.
Nel periodo a Napoli il Santo si fece apprezzare per la fondazione del Monastero a Caponapoli, con relativa introduzione della regola agostiniana e il recupero di alcune reliquie di Santa Restituta, attualmente conservate nel Duomo di Napoli.
San Gaudioso mori intorno al 28 ottobre del 453 e fu’ inumato nel cimitero ipogeo determinandone un notevole ampliamento per via dei numerosi pellegrinaggi, dandogli cosi il nome di Catacombe di San Gaudioso.

Il Sito: Catacombe di San Gaudioso

Sono le seconde per ampiezza a Napoli, presentano da un lato elementi paleocristiani come la Tomba di San Gaudioso e i vari affreschi e mosaici, dall’altro le particolari sepolture nel “Corridoio dei Nobili”. La storia ci racconta che le catacombe percorsero un periodo di desolazione nel basso medioevo a causa delle continue frane di fango e detriti, dette “Lave dei Vergini”, dovute alla mancanza di un sistema fognario adeguato congiunto con la pendenza del luogo che facilitava l’allagamento delle strade, ad incentivare questo allontanamento dei fedeli fu anche a causa del trafugamento delle reliquie di San Gennaro da parte del Principe Sicone I, che li porto a Benevento, cosi da creare lo stesso timore per le altre reliquie dei santi, costringendo cosi a portare tutte le reliquie all’interno delle mura cittadine.
Tutto viene riportato alla lune nel XVI Secolo con il ritrovamento dell’affresco della Madonna, che era rimasto coperto dal fango, la raffigurazione più antica della Madonna. Qui subentrarono i Domenicani a cui vennero affidate le catacombe, che gli costruirono attorno la Basilica.

Le catacombe conservano pregevoli affreschi e mosaici del V e VI secolo dove sono presenti alcuni dei simboli più caratteristici della prima età cristiana come il pesce, l’agnello, la vite con i tralci. Anche se non è possibile ipotizzare la reale grandezza delle catacombe a causa dell’effetto delle frane e della costruzione della basilica che hanno portato notevoli modifiche. Uno degli affreschi più interessanti è l’affresco di Pascenzio datato intorno al V-Vi Secolo che potrebbe rappresentare una scena di accoglienza. Dove si vede al centro della scena la figura dell’apostolo Pietro che introduce il defunto Pascentius ad una terna persona non ben identificata, ma che si ipotizza potesse essere Cristo o più probabilmente San Paolo.
Ulteriore particolare della catacombe di San Gaudioso e il corridoio dei Nobili, le sepolture che sono datate intorno al XVII secolo in un sentiero lungo una trentina di metri vi sono sepolture di nobili secondo un procedimento particolare. Qui i teschi venivano apposti a vista nelle pareti dell’ambulacro, mentre il resto del corpo era affrescato con la raffigurazione degli abiti e degli attrezzi che identificassero la posizione sociale del defunto. Queste sono tutte opere di Giovanni Balducci, che realizzo queste opera senza richiedere un compenso danaroso ma la possibilità di essere sepolto tra gli aristocratici. Ogni affresco della sepoltura ha da raccontare una storia, dalla Principrssa di Montesarchio a quella di una coppia di innamorati mano nella mano.
Arriviamo cosi ad uno dei riti più macrabi da raccontare della sepoltura di quell’epoca, la pratica della scolatura. Non altro che un procedimento per cui si ponevano i corpi senza vita all’interno di piccole cavità dette seditoi, scolatoi o in napoletano cantarelle per far si che fuoriuscissero tutti i loro liquidi in delle vasche poste sotto di loro.
“Puozze Sculà”
Dopo di che le ossa venivano lavate e poste nella loro sepoltura. Da qui nasce il detto napoletano dello schiattamuorto, colui che eseguiva questa pratica, forando il corpo del cadavere in modo da favorirne il processo di disseccamento.

Le catacombe oggi sono visitabile grazie alla Cooperativa La paranza e la Fonazione San Gennaro, presso l’ingresso della Basilica Santa Maria della Sanità in piazza Sanità, 14 dal lunedì alla domenica e festivi dalle 10:00 all 13:00 (ultimo ingresso)

Per info e contatti

Sito ufficiale Catacombe San Gaudioso

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Letto 2415 volte Ultima modifica il Martedì, 29 Novembre 2016 07:49
Eduardo Ciarcia

Viaggiatore, appassionato e conoscitore di vini. Ama la sua terra, ma soprattutto il buon gusto ed il piacere a tavola. I suoi vini preferiti Taurasi e Coda di Volpe. Il prodotto tipico il pecorino di Carmasciano. Il suo Piatto Spaghetti Sciuè Sciuè

twitter.com/EduardoCiarcia