Venerdì, 10 Marzo 2017 21:11

Cioccolato ed Eros, una coppia piena di dolce sensualità

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Il cioccolato ha in sé un fascino indissolubile, una grande sensualità nel sapore inconfondibile, una sorta di forza che accende l’eros e contribuisce al nostro buonumore. La scienza ci viene incontro per darci conferme tramite studi approfonditi condotti da esperti: il cioccolato è capace di toccare con grande benefici il sistema nervoso centrale e agirebbe come stimolante, aumentando la concentrazione e il desiderio sessuale.

Si può incorniciare la compagnia del partner con del buon cioccolato, magari rubandone un pezzetto da far scivolare delicatamente sulle labbra della persona amata così da accarezzare quella bocca tanto desiderata, che a breve ritroverà sulla lingua il buonissimo sapore di quell’irresistibile prodotto marrone e ogni bacio dopo sarà ancora più dolce. Il cucchiaio che entra più volte morbidamente o con colpi ben assestati nell’accogliente apertura del barattolo della famosa cioccolata spalmabile è similmente un momento di grande sensualità e appagamento, anche se lo si vive da soli con la voglia di una dolce consolazione dopo qualche dispiacere. 

La Campania e il cioccolato

Napoli è una grande patria del cioccolato, anche se non molti lo sanno: i dolci tipici partenopei non contengono questo prodotto nei loro ingredienti, ma non bisogna lasciarsi ingannare poiché il cioccolato conquistò subito i pasticceri dell’epoca quando fu maggiormente conosciuto e apprezzato dopo la scoperta dell’America e la sua importazione. A dimostrazione di ciò c’è l’esistenza del sanguinaccio, la crema che si preparava con cioccolato e sangue di maiale per il Carnevale, o la stessa caprese tipica della vicina Isola di Capri.

In città sono sicuramente tantissimi i golosi, ma sono numerose anche le aziende che producono bontà cioccolatose. Gay Odin produce dalla fine dell’Ottocento cioccolata artigianale e ha anche un punto vendita nel Centro Storico di Napoli, con una storia che è nata quando il piemontese Isidoro Odin si trasferì a Napoli portando con sé la cultura del cioccolato tipica della sua regione.

C’è poi l’immenso laboratorio del maestro cioccolatiere Gennaro Bottone in zona Via Montedonzelli e la fabbrica di cioccolato Gallucci che da circa centoventi anni delizia i cittadini partenopei.

Ad Avellino invece c'è un'azienda cioccolatiera specializzata con la produzione del cosiddetto ‘nudo napoletano’, cioccolatini dalle varie forme e con vari tipi di cioccolato, spesso con frutta secca e liquori. Poi abbiamo nel beneventano (anche se non propriamente cioccolata) l'azienda Borrillo di San Marco Dei Cavoti che produce da oltre un secolo delizie e raffinatezze golose, ma soprattutto un delizioso croccantino ricoperto di finissimo cioccolato fondente extrafine famoso in tutta Italia.

Cioccolato Erosticceria 2

Sono ormai già diversi anni che in giro per la Regione Campania ci sono sovente tanti eventi dedicati al cioccolato, come la rassegna del Chocolate Days che consiste in diversi eventi dedicati al cioccolato che si trovano in tutte le province. A breve infatti, il 16 marzo 2017 parte sul lungomare di Salerno 'Chocolate days', quattro giorni di degustazioni in una vera e propria festa che ospita una ventina di maestri cioccolatieri italiani e si può partecipare a eventi, percorsi educativi e laboratori. O ancora la Festa Nazionale del Cioccolato o Chocoland, la fiera che viene celebrata al Vomero

Da ricordare inoltre il 'Chocolate Days' tenutosi a Caserta, durante il quale gli appassionati hanno potuto assaggiare del buon cioccolato artigianale di produzione non solo regionale ma anche con proposte dei maestri cioccolatieri provenienti da diverse parti d’Italia. A Benevento c'è stato 'Chocoliamo', una rassegna fieristica con degustazioni presentazioni di specialità internazionali. Avellino anche ha ospitato una golosa 'Festa del cioccolato' durante la quale i maestri cioccolatieri nei laboratori hanno fatto interagire attivamente i bambini per permettere loro di conoscere tutte le proprietà del cacao. Ad Aprile infine ci sarà Chocoland a Frattamaggiore.

 

La storia del cioccolato

Il cioccolato è un alimento derivato dai semi dell'albero del cacao: lo si può gustare nella versione bevanda, come frutto della produzione industriale tra tavolette, cioccolatini e altre varianti oppure come cuore pulsante di torte, budini, gelati e altre squisitezze da pasticceria. Lungamente additato come prodotto che poteva fare male, il cioccolato è in realtà un grande amico del cuore e viene caldamente consigliato anche dai medici, ovviamente nelle giuste dosi. Ne esistono di vari tipi e quello fondente è quello che fa più bene alle arterie e si dice che bastano 20gr di cioccolato fondente la sera per fare bene all’umore e accarezzare il sonno. Recenti studi scientifici hanno poi riscontrato la presenza in piccole dosi della feniletilamina, vale a dire la stessa sostanza chimica che il nostro organismo produce naturalmente quando stiamo per innamorarci ed è capace di rilasciare nel cervello quelle endorfine legate alle sensazioni di piacere e di scatenare importanti stimoli come la pulsione erotica.

Cioccolato Erosticceria 1

Non è un caso che fosse apprezzato da un grande cultore dell’amore come Casanova che lo considerava un potente afrodisiaco, ma prima di arrivare alle labbra del noto seduttore il cioccolato ha avuto una lunga storia. I Maya chiamavano ‘cacahuatl’ una pianta dell'America centrale e i suoi noccioli, una volta abbrustoliti, sbucciati, frantumati e ridotti in polvere, erano bolliti in acqua caldissima. La bevanda che si ricavava con l'aggiunta di pepe, peperoncino e zenzero si chiamava ‘chocolatl’, dall’unione di ‘chocol’ e ‘atl’ che indicano rispettivamente ‘caldo’ e ‘acqua’, aveva un sapore aspro ed era destinata alla élite, ai sacerdoti durante i riti religiosi, mentre il popolo poteva consumarla solo in occasione di avvenimenti importanti. La bevanda era offerta agli dei e fu nel Settecento il medico e studioso di scienze naturali Carlo Linneo, il famoso scopritore della cosiddetta nomenclatura binomiale per gli elementi del mondo animale e vegetale (si tratta di un sistema di denominazione composto da due termini latini, dove il primo termine indica il genere mentre il secondo la relativa specie), a chiamare la pianta del cacao Theobroma, vale a dire 'cibo degli dei'. 

Come accadde anche per i pomodori, il cacao importato dall’America non piacque subito al popolo europeo, abituato a consumare prodotti dolci grazie allo zucchero che era stato portato dagli arabi durante il Medioevo. Per poter apprezzare la cioccolata, i cittadini europei evitarono l’aggiunta delle spezie forti della tradizione americana e provarono con la vaniglia. Secondo Ippolito Cavalcanti, autore del famoso trattato ‘Cucina teorico-pratica’ pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837, sulle tavole partenopee la bevanda arrivava spesso alla fine dei pranzi ufficiali. Proprio nell’Ottocento si scoprì il modo per ottenere dai semi del cacao un prodotto solido, creando il cioccolato così come lo conosciamo oggi e una netta distinzione tra cioccolato come alimento, cacao come polvere dolce o amara per dolci e bevande e cioccolata come bevanda calda, mentre andava affermandosi sempre più il caffè come bevanda. 

EROSticceria

Letto 637 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Marzo 2017 23:26
Emilia Sensale

Giornalista napoletana impegnata soprattutto in cronaca ed enogastronomia, studentessa di archeologia, poetessa e scrittrice vincitrice di numerosi concorsi letterari, artista impegnata coi colori della pittura e nel catturare istanti di vita e di gusto con la sua macchina fotografica, ma anche appassionata di cucina, ricampo e dei lavori all'uncinetto.

www.facebook.com/EmiliaSensale89